Cara senatrice, le scriviamo...

L'Istituto comprensivo di Varallo al fianco della senatrice Segre.

Data:

domenica, 01 dicembre 2019

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Lettera di solidarietà alla senatrice dopo gli insulti ricevuti dal web

Varallo Pombia, 11 novembre 2019

 

E’ sera. Decido di dare un’occhiata al sito dell’Ansa, è un’abitudine che mi trascino da tanto tempo, da un’altra vita. 

Scorro le notizie, velocemente, distrattamente. I titoli e le immagini si caricano lentamente, questa sera la connessione è più lenta del solito. 

Con la coda dell’occhio, sul margine destro del tablet, riconosco un volto in una foto, ma quando leggo il titolo, c’è qualcosa che stona. Clicco, apro, aspetto che si carichi e leggo con attenzione e alla fine non penso. 

Come i leoni da tastiera, così li ha definiti suo figlio, gentile Signora Segre, scrivo anch’io e subito. Le mie colleghe, le mie amiche, i miei colleghi, la nostra scuola, le nostre scuole, i nostri studenti ... dobbiamo farci sentire. Subito. 

Facciamo qualcosa, anche i nostri ragazzi sanno scrivere, cioè ci speriamo, glielo stiamo insegnando, e allora che scrivano! Sarà quello che nelle nostre antologie e nei nostri corsi di aggiornamento vengono chiamati compiti di realtà. Mai definizione fu più calzante! Anzi, no, altro che compito di realtà, questo è un compito di dignità, di rispetto, di conoscenza e riconoscenza.

Lo si decide così, di corsa e con foga, via il silenzio del buonsenso e della misura di fronte alla volgarità, all’ignoranza, alla violenza e all’arroganza.

Dall’io si passa al noi.

 

Gentile Signora, gentile Senatrice, i ragazzi la conoscono e la stimano tanto.

Alcuni hanno avuto la fortuna di incontrarla al Memoriale a Milano e così quando lo scorso anno abbiamo ricordato e onorato la memoria delle vittime innocenti della Shoah, leggendo, commentando, riflettendo sopra gli scritti e le interviste dei testimoni, molti pensieri, molti commenti erano dedicati a lei. 

I nostri sono studenti delle scuole secondarie di I grado: vivaci, chiacchieroni, a volte infantili e a volte con sprazzi di maturità che ci sorprende, impegnati in mille attività, di sicuro non proprio santi e non proprio martiri sui libri. Sono naturalmente connessi, immersi spesso e volentieri in realtà virtuali e altrettanto spesso e volentieri è una sfida interessarli e ottenere la loro attenzione. 

Quando abbiamo parlato loro dei veleni del web che colavano su di lei, c’è stato silenzio: erano sbalorditi e increduli. E poi ...

“Ma no! Ma davvero c’è gente così? Ma come fanno? Ma non si vergognano?”

“Volete scrivere anche voi?” 

“Sì!”

Così eccoli qui, hanno scritto, hanno disegnato, si sono confrontati con noi (insomma, l’ortografia non è un’opinione e certe costruzioni inverse erano un po’ azzardate), si sono consigliati tra loro e le hanno dedicato lettere, biglietti, disegni, per stringersi attorno a lei con affetto e riconoscenza. 

Alcuni scritti sono brevi, semplici e naïf, abbiamo consigliato di contenere le espressioni più confidenziali ma abbiamo anche capito che li’, non si potevano correggere o consigliare: si stavano rivolgendo ad una persona cara e le formalità, le eleganze di stile (ammesso che le usino) stavano loro strette. 

Ci scusi, alcuni di questi scritti sono come brevi abbracci strizza-ossa che lasciano stropicciati. 

E adesso tocca a noi. Anche noi insegnanti vogliamo ringraziarla per aver scelto di condividere i suoi ricordi, di dare testimonianza. La ringraziamo per il coraggio del ricordo, per le lezioni di vita, di dignità, di amore ... innanzi a tutto e a tutti. E come i nostri alunni, la abbracciamo, forte.

 

Con profonda riconoscenza e stima,

i docenti della Scuola Secondaria di I grado “Don Rossi”

Varallo Pombia (Novara)

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